Il fondo di emergenza
Cos'è un fondo di emergenza, a cosa serve, quanti soldi tenere da parte e quali caratteristiche deve avere il posto in cui lo tieni.
Molte persone che si avvicinano alla finanza personale per la prima volta pensano che il primo passo sia investire. Abbiamo già visto nell’articolo sulle basi della finanza personale che in realtà prima conviene capire quanto abbiamo, quanto spendiamo e che relazione c’è tra entrate e uscite.
Se quello era il primo passo, il secondo dovrebbe essere costruire il proprio fondo di emergenza.
Cos’è il fondo di emergenza
Il fondo di emergenza è una somma di denaro che tieni da parte per affrontare gli imprevisti senza dover stravolgere tutto il resto. Non è il conto per le vacanze, non è il salvadanaio per comprare qualcosa che desideri e non è una parte del portafoglio investimenti. È la tua rete di sicurezza.
Serve soprattutto per due motivi.
Il primo è quello più intuitivo: avere soldi disponibili quando succede qualcosa che non avevi previsto. Una spesa medica, una riparazione urgente, un periodo senza lavoro, un problema familiare. Se tendi a spendere tutto quello che entra sul conto, spostare una parte dei risparmi in un posto separato ti aiuta a non confonderli con i soldi da usare ogni giorno.
Il secondo motivo riguarda anche chi risparmia già e magari ha iniziato a investire. Gli investimenti non sono sempre immediati da ritirare, e soprattutto non è detto che sia conveniente farlo proprio nel momento in cui ti servono i soldi. Se hai un conto deposito vincolato, potresti perdere gli interessi maturati. Se hai investito in strumenti azionari, potresti trovarti a vendere in un momento sfavorevole. In entrambi i casi, l’emergenza ti costringerebbe a prendere una decisione poco ideale.
Il fondo di emergenza serve proprio a evitare questo: darti tempo e margine quando qualcosa va storto.
Quanto tenere nel fondo di emergenza?
Se parti da zero, la priorità è semplice: tutto quello che riesci a risparmiare dovrebbe andare prima nel fondo di emergenza, almeno fino a raggiungere una soglia sensata per la tua situazione.
Questa soglia di solito si calcola in mesi di spese coperte. Per esempio, se spendi 1.500 euro al mese e vuoi coprire tre mesi senza entrate, il tuo fondo di emergenza dovrebbe essere di circa 4.500 euro.
Quanti mesi bisogna coprire? Dipende. Non esiste un numero giusto per tutti, perché il rischio non è uguale per ogni persona. Per capirlo, puoi partire da queste domande:
- Vivi da solo o ci sono altre persone che dipendono dal tuo reddito?
- Quanti mesi senza entrate dovresti coprire per sentirti abbastanza tranquillo: 3, 6, 9 o 12?
- Hai anche una rete di sicurezza esterna, come famiglia o amici, se le cose dovessero mettersi davvero male?
In linea di massima, meno di tre mesi rischiano di essere pochi per affrontare un’emergenza vera. Più di un anno, invece, potrebbe essere troppo per molte persone, perché vorrebbe dire tenere fermi soldi che potrebbero essere usati meglio altrove.
Ma la parte importante non è trovare il numero perfetto. È costruire una soglia che ti protegga abbastanza senza bloccare inutilmente tutto il resto.
Non serve solo per le emergenze
Il nome può trarre in inganno: il fondo di emergenza non serve solo quando succede qualcosa di negativo.
Serve anche a darti libertà. Sapere di avere una somma da parte, separata dal conto principale e disponibile in caso di bisogno, cambia il modo in cui prendi decisioni. Ti permette di affrontare un imprevisto senza panico, ma anche di prenderti qualche rischio ragionato in più.
Per esempio, potresti valutare con più serenità un cambio di lavoro, un periodo di formazione, una scelta professionale migliore nel lungo periodo ma meno comoda nell’immediato. Senza una rete di sicurezza, anche una buona opportunità può sembrare troppo rischiosa.
Dove tenerlo?
Il fondo di emergenza può stare in strumenti diversi: un conto corrente separato, un conto deposito libero o svincolabile, oppure strumenti più evoluti come gli ETF monetari. La scelta precisa merita un approfondimento a parte, ma le caratteristiche da cercare sono abbastanza chiare.
In ordine di importanza:
- I soldi devono essere accessibili in tempi brevi. Idealmente subito, o comunque entro uno o due giorni.
- Devono essere separati dal conto principale, così non li usi per spese che non sono vere emergenze.
- Se possibile, dovrebbero generare un piccolo rendimento, per non restare completamente fermi mentre l’inflazione ne riduce il valore.
La priorità resta la disponibilità. Il fondo di emergenza non deve massimizzare il rendimento: deve essere pronto quando serve. Se per ottenere qualche punto percentuale in più devi bloccare i soldi o renderli difficili da usare, probabilmente non è più lo strumento giusto per questo obiettivo.
Come iniziare
Per costruire il tuo fondo di emergenza, puoi partire da tre passaggi:
- Calcola le tue spese mensili medie. Come sempre, non serve essere precisi al centesimo: ti basta una stima realistica di quanto ti serve ogni mese per vivere.
- Decidi quanti mesi vuoi coprire in base alla tua situazione. Questo ti dà la soglia da raggiungere: spese mensili moltiplicate per il numero di mesi che vuoi coprire.
- Ogni mese sposta nel fondo una parte dei tuoi risparmi, finché non raggiungi quella soglia.
All’inizio può sembrare lento, soprattutto se parti da zero, ma va bene così. Il tempo e lo sforzo che ci metti verranno ripagati da una base solida su cui appoggiare tutte le decisioni successive.
Una volta riempito il fondo, possiamo iniziare a ragionare su cosa fare con i risparmi futuri: per esempio investirli, usarli per obiettivi più grandi o organizzarli in modo più consapevole.